Con la revoca del project financing del parcheggio a via Leopoli l’amministrazione fa una scelta incomprensibile tecnicamente e che rischia di pesare sulle tasche dei cittadini. Un capriccio!
Segue la nota che ho scritto a Sindaco, Giunta, consiglieri comunali e funzionari richiamandoli alle loro responsabilità.
Comune di Civitavecchia
Spett.le Sindaco di Civitavecchia
Marco PIENDIBENE
Spett.le Assessore alla Pubblica istruzione e formazione
Stefania TINTI
Spett.le Assessore alla Progettazione e realizzazione OO.PP.
Parcheggi pubblici e privati
Patrizio SCILIPOTI
Spett.le Assessore alla Pianificazione urbanistica
Vincenzo D’Anto’
Spett.le Assessore al Bilancio
Florinda TUORO
Spett.le assessore alle Politiche del Lavoro
Piero ALESSI
Spett.le Assessore ai Servizi Sociali
Maria Antonietta MAUCIONI
Spett.le Assessore alle Politiche Ambientali
Stefano GIANNINI
Spett.le Delegato al Traffico
Flavio FUSTAINO
Spett.le Presidente del Consiglio Comunale
Marco DI GENNARO
Spett.li Consiglieri Comunali
Spett.le Segretaria Generale
Dott. Angela Maria STOLFI
Stett.le Dirigente Servizio 3 LL.PP.
Ing. Giulio IORIO
Spett.le R.U.P. Ing. Antony SCALISE
Spett.le Ufficio Legale
comune.civitavecchia@legalmail.it
OGGETTO: Eliminazione del parcheggio in via Leopoli, una scelta incomprensibile che rischia di penalizzare la città
Premessa
In molte città italiane con un tessuto socio-economico vitale — siano esse località turistiche o centri urbani dinamici — è prassi consolidata disporre di sistemi di parcheggi interconnessi, capaci non solo di comunicare in tempo reale la disponibilità dei posti, ma anche di essere segnalati lungo le principali strade di accesso, in particolare verso le aree centrali. Si allega una documentazione fotografica di Martina Franca (Ta), di Malcesine (VR) sponda del lago di Garda, Bassano del Grappa (VI). Senza andare troppo lontano, anche Viterbo ne è dotata da ormai quasi 10 anni.
Nel caso di Civitavecchia, questo tipo di infrastruttura sarebbe particolarmente utile nelle aree che lambiranno la cosiddetta “zona rossa” individuata dal nuovo Piano Generale del Traffico Urbano. Proprio nell’altra zona, quella più esterna, detta “gialla”, la presenza di parcheggi facilmente individuabili diventa cruciale per evitare congestioni e disorientamento tra chi arriva da fuori città.
Quando si parla di mobilità urbana e infrastrutture strategiche, è fondamentale tenere conto dei dati complessivi che descrivono lo sviluppo e il ruolo di Civitavecchia nel contesto regionale e nazionale. Solo così è possibile comprendere appieno l’impatto che certe scelte possono avere sulla funzionalità e sull’accessibilità della città.
Civitavecchia è il primo porto crocieristico italiano, con circa 3,5 milioni di crocieristi l’anno, e registra oltre 1 milione di transiti legati alle autostrade del mare verso Sardegna, Sicilia, Spagna e Tunisia. È sede di un Tribunale con competenza da Montalto di Castro a Fiumicino, comprendendo l’intero bacino del lago di Bracciano; ospita oltre che l’Ospedale anche la direzione generale della ASL Roma 4, che include territori da Santa Marinella, Allumiere, Tolfa, Ladispoli, Cerveteri, Bracciano fino al distretto di Capena; ed è anche sede della Diocesi, recentemente unita a quella di Porto Santa Rufina, che si estende dal quartiere romano de La Giustiniana fino a Fiumicino, a sud, e Tarquinia, a nord.
Negli ultimi vent’anni, Civitavecchia ha visto l’apertura di corsi universitari da parte di importanti atenei come La Sapienza e l’Università della Tuscia, che si sommano a una rete di istituti superiori di rilievo, molti con indirizzi formativi unici nel comprensorio, come l’Istituto Nautico e il Liceo Musicale. Questi poli scolastici e universitari rappresentano un forte elemento attrattivo per centinaia di studenti provenienti dai comuni limitrofi, fino a Cerveteri, Ladispoli e Tarquinia.
A tutto questo si aggiunge un indotto economico in forte espansione, generato dallo sviluppo del porto. Emblematico è il caso dei bed and breakfast: nel 2017 si contavano appena 5 appartamenti adibiti a B&B, mentre oggi le strutture registrate sono circa 140, con un incremento superiore al 2.000%. Queste attività sono distribuite in modo capillare su tutto il territorio cittadino, arrivando anche alla zona di via Leopoli, a conferma di una domanda crescente di servizi legati all’accoglienza e al terziario.
E’ evidente quindi, come analizzare Civitavecchia solo sulla base del numero di abitanti (pressochè invariato da decenni) è fuorviante e potrebbe portare a scelte del tutto errate. I fattori da considerare sono numerosi e per questo giova ricardare come dotarsi di infrastrutture moderne per la mobilità, come parcheggi interconnessi e funzionali, non è solo auspicabile: è una necessità strategica per sostenere il flusso di persone, servizi e attività che ogni giorno attraversano la città.
La revoca del project financing: una battuta d’arresto per la mobilità urbana.
Nonostante l’evidente crescita del traffico, soprattutto quello proveniente da fuori città, si continua a sottovalutare l’importanza di infrastrutture che facilitino l’accesso e la sosta. I parcheggi facilmente individuabili, come sarebbe quello di via Leopoli, rappresentano un riferimento essenziale per chi arriva da fuori e non conosce la rete di parcheggi secondari o le strade interne. Questi utenti, spesso, preferiscono parcheggi ben visibili e accessibili, anche a pagamento, pur di evitare di girare a vuoto per la città. La mancanza di soluzioni chiare e funzionali contribuisce alla congestione e al disorientamento, a danno non solo dei visitatori, ma anche dei civitavecchiesi.
La recente ristrutturazione del parcheggio del Tribunale rappresenta un passo nella giusta direzione. Tuttavia, la decisione della Giunta di revocare il project financing per la realizzazione del parcheggio in via Leopoli segna una grave battuta d’arresto, proprio in una zona dove la sosta è già critica.
Aspetti amministrativi e rischi legali.
Con la deliberazione n. 148 del 01/08/2025, l’Amministrazione ha deciso di interrompere la procedura del project financing per il parcheggio in via Leopoli, già giunta alla fase di aggiudicazione provvisoria. Una scelta incomprensibile, che priva la città di un’opera a costo zero per le casse comunali, la proposta prevede:
- Investimento privato di circa 3,6 milioni di euro;
- 000 euro l’anno di introiti per il Comune:
- Riqualificazione dell’area interamente a carico dell’investitore oggi degradata;
- 8 nuovi posti di lavoro locali;
- 000 euro di finanziamento pubblico.
La revoca espone il Comune al rischio concreto di un contenzioso da parte del soggetto aggiudicatario, che — secondo notizie di stampa — si sarebbe già attivato in tal senso che potrebbe sfociare, molto probabilmente in un risarcimento danni qualora l’investitore si faccia riconoscere che la delibera di G.M. è illegittima e decida di non realizzare più l’infrastruttura. Le probabilità che un eventuale ricorso venga accolto dal TAR appaiono elevate.
In primo luogo, nell’oggetto della deliberazione 148/2025 si legge “Revoca in autotutela della procedura promossa tramite proposta di project financing a iniziativa privata ai sensi dell’art. 21-quinquies della legge n.241/1990”, mentre nel dispositivo della stessa deliberazione si legge “Revocare in autotutela la pubblica utilità del Project financing ..”.
Ebbene, l’art. 21 quinquies della legge 241/1990, invocato nella deliberazione, prevede che “il provvedimento amministrativo” possa essere revocato, ma il dispositivo della deliberazione risulta carente della individuazione del provvedimento oggetto di revoca.
Inoltre, la delibera motiva la revoca in autotutela “per sopravvenuti motivi di interesse pubblico ai sensi dell’art. 21 quinquies della legge 241/90” in quanto l’adozione del nuovo PGTU ha determinato “un cambiamento della pubblica utilità dichiarata con deliberazione di Giunta Comunale n,22 del 15/02/2024”.
Quindi, contrariamente a quanto affermato nell’atto, la revoca viene in realtà disposta sulla base di “una nuova valutazione dell’interesse pubblico originario” che è un’altra delle ipotesi previste dall’art. 21 quinquies.
Va precisato che non si tratta di una mera questione di termini perché la norma non consente la revoca a seguito di “una nuova valutazione dell’interesse pubblico originario” per i provvedimenti “di attribuzione di vantaggi economici”, con la conseguenza che, qualora il Giudice dovesse riconoscere tale requisito alla aggiudicazione provvisoria disposta dalla CUC che ha espletato la gara, non potrebbe non procedere all’annullamento della delibera 148/2025.
Il PGTU non giustifica la revoca.
La delibera sostiene che la nuova ZTL “rossa”, prevista dal PGTU adottato con delibera n. 244 del 04/11/2024, renderebbe incompatibile la realizzazione del parcheggio. Tuttavia, analizzando le tavole del Piano (t03 e t04), si evince chiaramente che il parcheggio non ricade all’interno della zona rossa, bensì nelle sue immediate vicinanze. Questo lo rende, al contrario, una soluzione ideale per gli automobilisti non autorizzati ad accedere alla ZTL, che potrebbero parcheggiare e proseguire a piedi.
Pertanto, la motivazione della revoca appare priva di fondamento, esponendo l’atto al rischio di annullamento in sede giudiziaria.
Viene da chiedersi se sia stato interpellato l’Ufficio legale e la sua dirigente prima di adottare la delibera in questione, la mia esperienza amministrativa mi induce a pensare che non lo è stato fatto perciò tale nota è l’opportunità per fare chiarezza e mettere al riparo il già precario bilancio comunale.
Conclusione.
C’è da augurarsi che il Sindaco, che ha più volte richiamato il principio della continuità amministrativa per i progetti utili alla città (come nel caso della riqualificazione dell’ex area Italcementi, riqualificazione ex caserma De Carolis), voglia riconsiderare questa decisione ma ci auguriamo altresì che ogni consigliere comunale, alla luce di un analisi obiettiva, sollevi la questione ai fini dell’interesse pubblico sia in termini di efficienza della scelta tecnica che per il probabile danno erariale. È fondamentale che lui e la sua Giunta evitino un ulteriore danno erariale, soprattutto alla luce di una relazione tecnica che non trova riscontro nella documentazione ufficiale.
La città ha bisogno di infrastrutture moderne e funzionali, non di rinunce immotivate. Il parcheggio di via Leopoli rappresenta un tassello fondamentale per migliorare la mobilità urbana e valorizzare un’area strategica di Civitavecchia. Non lasciamo che venga sacrificato per motivazioni che non reggono all’analisi e che ci mette in un serio rischio di un danno erariale.
Si attendono risposte dalla Amministrazione Comunale.
Civitavecchia 27 ottobre 2025
Vittorio PETRELLI