“Cosa ne è sta­to dei val­ori di trasparen­za? Cosa è resta­to di quel Mar­co Piendibene?”. Un pas­sag­gio del­la let­tera aper­ta di Vit­to­rio Petrel­li al Sin­da­co e agli espo­nen­ti del­la mag­gio­ran­za.

Caro Mar­co,
il nos­tro per­cor­so politi­co isti­tuzionale è inizia­to nel lon­tano 1994, durante questi anni le nos­tre strade spes­so sono state coin­ci­den­ti, ricorderai anche quan­do ti sosten­ni nel­la pri­ma tua can­di­datu­ra da Sin­da­co, quan­do allo­ra ti mettesti persi­no in con­trap­po­sizione al tuo stes­so par­ti­to per la scelta di Sal­a­di­ni.

Ricorderai sicu­ra­mente quan­do insieme abbi­amo osteggia­to un modus operan­di del Sin­da­co Moscheri­ni, scelte insen­sate come quelle delle casette di leg­no a San Libo­rio costate 4 mil­ioni di euro del­la casse comu­nali, per non par­lare di alcu­ni incar­ichi pro­fes­sion­ali esterni spes­so non rispon­den­ti ai req­ui­si­ti di effi­ca­cia, effi­cien­za ed eco­nomic­ità. Battaglia con­tro la mala ges­tione, con­di­visa già da allo­ra dal nascente Movi­men­to 5 stelle.

La cronaca ha volu­to che oggi tu gov­erni la cit­tà in una mag­gio­ran­za insieme al Movi­men­to 5 stelle, i cit­ta­di­ni vi han­no pre­mi­a­to ed è gius­to che ono­ri­ate l’impegno.

Anche io con­tin­uo a seguire la vita ammin­is­tra­ti­va e polit­i­ca di Civ­i­tavec­chia. Sono, insieme a 2.999 concit­ta­di­ni, tra col­oro che vogliono sal­vare gli 11.040 alberi che cos­ti­tu­is­cono il bosco del­la Fras­ca. Ho man­i­fes­ta­to il mio dis­senso, uffi­cial­mente, per i prob­a­bili dan­ni erar­i­ali del­la revo­ca del­la con­ces­sione di un parcheg­gio a via Leopoli. Con­tin­uo a portare avan­ti la battaglia sull’uso civi­co, ho evi­den­zi­a­to crit­ic­ità sug­li appalti del cimitero e potrei con­tin­uare anco­ra a lun­go.

Ma oggi vi scri­vo diret­ta­mente, come politi­ci e come elet­ti, e il mio è un puntare il dito: Non vi riconosco!

E la cosa che più mi sor­prende (neg­a­ti­va­mente) è che pro­prio voi oggi siete cadu­ti nel medes­i­mo com­por­ta­men­to che noi insieme abbi­amo tante volte crit­i­ca­to ed osteggia­to.

Quan­do erava­mo in mino­ran­za, quante volte abbi­amo con­dot­to battaglie insieme e  accusato le ammin­is­trazioni del­la man­ca­ta trasparen­za e chiarez­za? Ed invece ora è pro­prio la vos­tra ammin­is­trazione ad essere opaca.

Un esem­pio sem­plice ma che rap­p­re­sen­ta il gri­gio di cui si sta col­oran­do l’amministrazione Piendibene: più volte è sta­to chiesto di pub­bli­care, sul sito del­l’ente gli avvisi delle con­vo­cazioni delle com­mis­sioni con­sil­iari —  come fan­no molti comu­ni — che, essendo pub­bliche, favorireb­bero l’accesso dei cit­ta­di­ni a seguire ques­tioni alle quali sono inter­es­sati, e tut­to ciò potrebbe riavvic­inare l’uomo del­la stra­da alla polit­i­ca. Ma questo anco­ra oggi non accade!

E adesso, con mia grande dis­ap­pun­to, appren­do dell’affidamento di un incar­i­co tec­ni­co pro­fes­sion­ale per un impor­to di qua­si 150.000 euro abbas­tan­za oscuro sia nel­la for­ma che nel­la sostan­za e di sicuro poco eco­nom­i­co, vis­to che non è ben spec­i­fi­ca­to a cosa ser­va e cosa dovrebbe pro­durre: con la deter­mi­na n. 4984 del 20/10/2025 del Servizio IV, infat­ti, è sta­to affida­to un incar­i­co ad un pro­fes­sion­ista ester­no per un com­pen­so di €. 149.718,40 com­pre­si di IVA ed oneri prev­i­den­ziali.

La deter­mi­nazione, però, non con­tiene alcun dis­ci­pli­nare d’incarico o capi­to­la­to d’oneri nel quale vengano descrit­ti in maniera det­tagli­a­ta i con­tenu­ti dell’incarico affida­to, la sua decor­ren­za e la sua dura­ta nonché le prestazioni che dovran­no essere for­nite dal pro­fes­sion­ista.

Tali indi­cazioni non sono desum­i­bili nep­pure dal­la doc­u­men­tazione rel­a­ti­va alla pro­ce­du­ra di affi­da­men­to, che è avvenu­ta in for­ma diret­ta, sen­za con­fron­to con altri pro­fes­sion­isti, invo­can­do (indeb­ita­mente, per i motivi di segui­to pre­cisati) l’art. 50 del D.Lgs.36/2013.

Il con­tenu­to dell’incarico risul­ta, in sostan­za, asso­lu­ta­mente gener­i­co, nonos­tante l’importo con­sis­tente, con con­seguente impos­si­bil­ità di com­pren­dere quali prestazioni, in con­cre­to, dovrà fornire il pro­fes­sion­ista incar­i­ca­to.

Una can­zone recita “cosa ne è sta­to di quegli anni ’80? Cosa resterà di noi?” ecco anche a me viene da chie­der­mi “Cosa ne è sta­to dei val­ori di trasparen­za? Cosa è resta­to di quel Mar­co Piendibene?”

Ti chiedo quin­di di ver­i­fi­care o far ver­i­fi­care la cor­ret­tez­za del­la richia­ma­ta deter­mi­nazione n. 4984 /2025, non solo dal pun­to di vista tec­ni­co ammin­is­tra­ti­vo, ma anche del­la coeren­za con quei prin­cipi che sia tu che il movi­men­to 5 stelle avete sem­pre affer­ma­to: util­ità, trasparen­za, gius­ta con­cor­ren­za, val­ore del cos­to del servizio, ricadu­ta sul­la cit­tà, eco­nomic­ità etc.

Ti infor­mo che una let­tera in tal sen­so è già arriva­ta al diri­gente che ha sot­to­scrit­to la deter­mi­nazione 4984/2025, una nota nel­la quale ven­gono anal­iz­za­ti diver­si pro­fili di ille­git­tim­ità o incom­pletez­za di questo affi­da­men­to.

Rima­nen­do in atte­sa di comu­ni­cazioni in mer­i­to, si inviano dis­tin­ti salu­ti.

Civ­i­tavec­chia 4 novem­bre 2025