In questi giorni è sta­ta pub­bli­ca­ta la grad­u­a­to­ria del­la Gov­er­nance poll 2026, real­iz­za­ta da Noto sondag­gi per il Sole 24 Ore su un cam­pi­one com­pos­to da 1.000 elet­tori in ogni Regione e 600 in ogni Comune, che ha pre­so in con­sid­er­azione 92 comu­ni capolu­o­go di provin­cia e le Regioni in cui vige la rego­la del­l’elezione diret­ta.

Ebbene la sin­da­ca di Firen­ze, Sara Funaro, è risul­ta­ta la più apprez­za­ta d’Italia men­tre nel Lazio la per­centuale più alta l’ha con­se­gui­ta la sin­da­ca di Viter­bo, Chiara Fron­ti­ni.

Ora sarebbe inter­es­sante ver­i­fi­care quale gradi­men­to da parte dei concit­ta­di­ni, tra capac­ità comu­nica­tive, con­dizioni eco­nomiche, sociali e ambi­en­tali del­la cit­tà potrebbe ottenere il nos­tro pri­mo cit­tadi­no, Mar­co Piendibene, ma purtrop­po il sondag­gio com­mis­sion­a­to dal SOLE 24 ore si fer­ma  a 92 capolu­oghi di provin­cia.

Tut­tavia, con­sid­er­a­to che Civ­i­tavec­chia è una cit­tà in cui la percezione sulle per­sone più in vista è facil­mente mis­ura­bile, non riesce dif­fi­cile con­statare che l’attuale mag­gio­ran­za di Palaz­zo del Pin­cio, usci­ta dal bal­lot­tag­gio, stia per­den­do sem­pre più con­sen­si e guadag­nan­do non poche critiche.

Chi avrebbe mai immag­i­na­to qualche anno fa che 11.040 alberi piantati a segui­to di una pre­scrizione ambi­en­tale svilup­patisi nell’ex Par­co Ser­ba­toi dell’Enel per un’estensione di 37 ettari e che oggi mit­igano, in parte, l’inquinamento del Por­to -siano a ris­chio taglio e tut­to questo in pre­sen­za di una mag­gio­ran­za che vede al suo inter­no AVS e M5S che pure dell’ambiente fan­no uno dei loro cav­al­li di battaglia?

Per non par­lare dell’Urban­is­ti­ca, sem­pre più fun­zionale alla val­oriz­zazione del Fon­do immo­bil­iare: si veda come esem­pio l’immissione in una lista di beni alien­abili a pri­vati del­la Ficon­cel­la, da sem­pre pat­ri­mo­nio pub­bli­co dei Civ­i­tavec­chiesi; per non par­lare del Piano di zona 10, edilizia eco­nom­i­ca e popo­lare, sovven­zion­a­ta e/o con­ven­zion­a­ta, che si pote­va subito attuare can­cel­la­to a favore dell’edilizia pri­va­ta e res­i­den­ze di lus­so.

Non è un caso che su questo modo di fare urban­is­ti­ca sia sta­to espres­so il dis­senso  anche da Annal­isa Tom­massi­niMas­si­mo Pan­tanel­li, per­sone autorevoli, unanime­mente riconosciute come com­pe­ten­ti che han­no ricop­er­to il ruo­lo di asses­sore in giunte comu­nali degli stes­si col­ori politi­ci.

Ma c’è un’ultima chic­ca da anno­tare che dimostra come gli uffi­ci del Pin­cio “dedichi­no” il tem­po — che è risor­sa preziosa — nel real­iz­zare un Rego­la­men­to inter­no per l’accesso alle Com­mis­sioni con­sil­iari: in virtù del sud­det­to rego­la­men­to, d’ora in poi cit­ta­di­ni che vor­ran­no parte­ci­pare a una sedu­ta di una Com­mis­sione con­sil­iare —  equipara­ta a un Con­siglio comu­nale — dovran­no preno­tare un pos­to reg­is­tran­do un pro­prio ind­i­riz­zo di pos­ta elet­tron­i­ca almeno due giorni pri­ma del­la gior­na­ta in cui è con­vo­ca­ta la Com­mis­sione ed atten­dere il riscon­tro alla richi­es­ta.

Eppure nonos­tante le Com­mis­sioni con­sil­iari siano pub­bliche, la mag­gio­ran­za che si autodefinisce demo­c­ra­t­i­ca e che gov­er­na il Comune ha pen­sato bene di creare un vero e pro­prio fil­tro per ren­dere più com­pli­ca­ta la parte­ci­pazione dei cit­ta­di­ni inter­es­sati.

La ratio dell’adozione di questo Rego­la­men­to, uni­co nel suo genere in Italia, è sta­ta ascrit­ta alla capien­za dell’Aula Cutuli: chi­unque ha prat­i­ca­to il Pin­cio sa bene che le Com­mis­sioni con­sil­iari sono spes­so con­vo­cate con som­ma urgen­za, nel giro di un’ora, rac­col­ta la disponi­bil­ità dei com­mis­sari; quin­di è evi­dente che tec­ni­ca­mente non ci sareb­bero i tem­pi min­i­mi (almeno due giorni) per “preno­tar­si”. Per di più det­ta prob­lem­at­i­ca è facil­mente risolvi­bile riunen­do le Com­mis­sioni nell’Aula Cala­mat­ta — o nell’ Aula Puc­ci – oppure sem­plice­mente non ammet­ten­do altre per­sone a assis­tere ai lavori del­la Com­mis­sione al rag­giung­i­men­to del numero di posti a sedere dell’Aula Cutuli.

Non ser­vi­va cer­to un genio per par­torire un’idea migliore e più rispet­tosa del­la legge che nell’Italia repub­bli­cana prevede che il pub­bli­co pos­sa assis­tere sen­za trop­pi “intral­ci” buro­crati­ci ai lavori di una com­mis­sione.

Cogliamo seg­nali equiv­o­ci che non appaiono in sin­to­nia con una vocazione dell’Amministrazione comu­nale che a parole si definisce parte­ci­pa­ti­va ma nei fat­ti chi­ude alla parte­ci­pazione già scarsa dei cit­ta­di­ni alla vita pub­bli­ca.  

Civ­i­tavec­chia 9 giug­no 2026                                                                 

Vit­to­rio PETRELLI